
Si è tenuta a Roma la riunione che
ha sancito la costituzione della Federazione Nazionale Donne
Imprenditrici della CIDEC (Confederazione nazionale degli esercenti
commerciati) che ha come scopo la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria
femminile e la valorizzazione delle risorse umane e professionali
delle donne. Presidente è stata nominata Donatella Ramello,
imprenditrice di Savona; vice-presidente è Silvana Catalano
della sede CIDEC di Erice (TP). Segretaria della neonata Federazione
è Fabrizia Cernuto di Imperia.
Componenti del Direttivo, Caterina Silvestre e Stefania Colombi
di Milano, Angela Valuzzi della Cidec Salerno e Antonella Cherobin,
responsabile della CIDEC Padova. “Il ruolo della donna
imprenditrice è oggi sempre più diffuso ma resta
complesso – ha sottolineato la presidente Donatella Ramello
- siamo di fronte ad una vera e propria questione sociale che
comunque non viene affrontata seriamente se si pensa che le
donne ai vertici della politica e delle istituzioni sono poche
e le istanze da loro formulate non sono sufficientemente rappresentate”.
“Per questo motivo – aggiunge Ramello – la
Federazione donne imprenditrici della CIDEC si pone l’obiettivo
di promuovere l’immagine delle donne imprenditrici, il
confronto, il dibattito e la ricerca di nuove soluzioni agli
specifici problemi istituzionali, sociali, politici, economici
e tecnici delle PMI femminili”. In cantiere, lo studio
di progetti di fattibilità con i Comuni per la realizzazione
di nidi aziendali e corsi sulle nuove tecnologie per le neodiplomate.
La nascita della Federazione è stata accolta con soddisfazione
dal presidente Nazionale della CIDEC, Agostino Goldin e dal
segretario generale Mario Arciuolo.
In particolare, i vertici nazionali della Confederazione hanno
annunciato l’aumento delle “quote rosa” in
Consiglio: “E’ fondamentale – ha sottolineato
Goldin - un impegno diretto delle imprenditrici nella rappresentanza
e nelle istituzioni, per valorizzare al meglio il loro ruolo.
La CIDEC è convinta che attraverso questa iniziativa
possa, in breve tempo, e con una rete più articolata
sul territorio nazionale, contribuire al sostegno delle politiche
di welfare della donna”. Per Goldin, “è necessario
in primo luogo ridurre le differenze che riguardano il credito
bancario tra imprenditori e imprenditrici, ed è indispensabile
adottare alcune misure come l’aumento degli asili nido
aziendali, dei servizi sociali e della famiglia”.
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